Giovanni Piana (Casale Monferrato, 5 aprile 1940Praia a Mare, 27 febbraio 2019) è stato un filosofo e saggista italiano.

Biografia

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Ha insegnato filosofia teoretica all'Università degli Studi di Milano dal 1970 al 1999. Più tardi si è trasferito a Pietrabianca di Sangineto in Calabria, dove ha continuato a scrivere e pubblicare.

È stato allievo di Enzo Paci, con il quale scrisse la sua dissertazione sulle opere inedite di Husserl.

La sua posizione filosofica è caratterizzata dal concetto di fenomenologia ("strutturalismo fenomenologico") influenzato particolarmente da Husserl, Wittgenstein, e Bachelard. Alcune indicazioni sullo strutturalismo fenomenologico sono contenute nell'articolo in italiano[1], in inglese [2]e in tedesco[3] L'idea di uno strutturalismo fenomenologico.

Il suo pensiero è orientato verso la filosofia della conoscenza, la filosofia della musica e i campi della percezione e immaginazione. Allievi di Piana sono stati, in particolare, Paola Basso, Alfredo Civita, Vincenzo Costa, Elio Franzini, Roberto Miraglia, Carlo Serra, Paolo Spinicci.

È stato definito da Remo Bodei "uno dei più acuti e originali filosofi italiani" (in l'Unità, 10 agosto 1988) e da Sergio Moravia "uno dei più interessanti interpreti e prosecutori, in Italia, dell'indirizzo fenomenologico" (in Paese Sera, 11 agosto 1979). Secondo Stefano Cardini, Giovanni Piana deve essere annoverato "tra i più lucidi, originali e fecondi fenomenologi italiani" (in L'idea di Europa e le responsabilità della filosofia[4]). Fulvio Papi ha scritto di lui: "Piana ha vissuto, nel confine tra anni Cinquanta e anni Sessanta, l'esperienza della fenomenologia di Husserl che costituì il centro d'interesse di un grande Maestro come Enzo Paci. Non è il caso qui di tracciare mappe di quelle vicende, credo però che non sarebbe sbagliato sostenere che Piana, in quel gioco delle parti, che è sempre l'apertura di un'esperienza plurale sul suggerimento di un filosofo autentico, si è preso quella del fenomenologo più prossimo ai temi 'duri' di Husserl, agli obbiettivi che stabiliscono la teoreticità della ricerca fenomenologica come tratto distintivo ed essenziale rispetto ad altre figure di pensiero" (in l'Unità, 14 ottobre 1991). Per Marcello La Matina, Giovanni Piana va considerato come "il più illustre filosofo della musica del nostro tempo" (in Il significato della musica, relazione al convegno 'Approcci semiotico-testologici ai testi multimediali', Università di Macerata 16-18 ottobre 2000, p. 5). In un intervento letto durante un convegno tenuto all'Università di Macerata il 12-13 novembre 2015, Elio Franzini ha dichiarato[5] "Piana è a mio parere uno dei pensatori maggiori del dopoguerra italiano: mai prono alle mode, sempre originale e innovativo, come dimostrano i suoi essenziali contributi alla filosofia della musica. In sintesi un maestro in cui si ritrovano sempre momenti di autentico pensiero".

Negli elogi seguiti alla sua morte, Roberta De Monticelli[6] ha descritto Giovanni Piana come "fino a oggi il più grande e vivo maestro della fenomenologia italiana", mentre Stefano Cardini, nel ripercorrere le tappe che hanno portato a Phenomenology Lab, [7] scrive: "lo stile filosofico di Piana rappresentava il centro di gravità attorno al quale tendevamo a condensare gran parte di quello che di eccellente la fenomenologia italiana aveva fatto, convinti che i suoi meriti, in Italia e all'estero, non fossero stati ancora adeguatamente riconosciuti".

Citazioni

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«La vera filosofia tende all'elementare. E dunque non ha fretta di correre oltre, indugia in quei punti rispetto ai quali si potrebbe benissimo soprassedere. In certo senso si fa custode del ricordo di cose che si potrebbero facilmente dimenticare»

«La filosofia è un’arte del ricordo. Ma vi è in ogni caso anche qualcosa di profondamente giusto nell’idea, che si ripropone di continuo, di una scienza che deve in qualche modo «liberarsi» dalla filosofia. È come liberarsi dai ricordi – e questo è spesso necessario per procedere oltre.»

Pubblicazioni

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Libri

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Saggi (selezione)

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Traduzioni

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Note

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  1. ^ L'idea di uno strutturalismo fenomenologico (PDF), su filosofia.unimi.it.
  2. ^ (EN) The idea of a phenomenological structuralism, su reviews.sdvigpress.org, traduzione di Patrick Flack.
  3. ^ (DE) Die Idee eines phänomenologischen Strukturalismus (PDF), su filosofia.unimi.it.
  4. ^ Stefano Cardini, L'idea d'Europa e la responsabilità della filosofia, su phenomenologylab.eu, 2 marzo 2014.
  5. ^ Intervento di Elio Franzini al Convegno di Macerata 2015, su filosofia.unimi.it.
  6. ^ Giovanni Piana, la filosofia tende all'elementare e non ha fretta.
  7. ^ L'importanza filosofica di arrivare ultimi. Ripensando a Giovanni Piana, su phenomenologylab.eu.

Bibliografia

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Giornate di studio e Call for papers

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  1. Università degli studi di Milano, Sala Crociera alta di Giurisprudenza. Milano, 7 giugno 2019 La scienza della felicità Una giornata in ricordo di Giovanni Piana
  2. Paolo Spinicci: La fenomenologia dell'esperienza in Giovanni Piana - Conferenza concerto a Brescia (24 maggio 2019)
  3. Phenomenological Reviews: Call for Papers (in inglese e altre lingue) per la Special issue in memory of Giovanni Piana
  4. Eikasia: Numero monografico interamente dedicato a Giovanni Piana (10 paper in spagnolo, 7 in italiano) Archiviato il 24 novembre 2020 in Internet Archive.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN19757090 · ISNI (EN0000 0000 8098 6818 · SBN CFIV083739 · Europeana agent/base/146129 · LCCN (ENn79114224 · BNF (FRcb12372246r (data)