Rifugio "Città di Trento"
Ubicazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Altitudine2 449 m s.l.m.
LocalitàVal Genova (TN)
CatenaAlpi Retiche meridionali - Gruppo dell'Adamello
Coordinate46°12′09.18″N 10°34′16.14″E / 46.20255°N 10.57115°E46.20255; 10.57115
Dati generali
ProprietàSocietà alpinisti tridentini
Gestionecustodito
Capienza100 posti letto
Mappa di localizzazione
Map

Il rifugio "Città di Trento" al Mandrone si trova nella conca del Mandrone, nel gruppo dell'Adamello, a 2449 m s.l.m, nel territorio del comune di Spiazzo (TN), in val Genova.

Storia

Il rifugio attuale è stato inaugurato dalla SAT nel 1959, poco a monte della vecchia Leipziger Hütte del Club alpino austro-tedesco[1], inaugurata nel 1879 e sostituita - già nel 1896, perché insufficiente - dalla Mandronhütte, sempre della sezione di Lipsia. L'edificio del 1896 fu distrutto dalle artiglierie italiane nella prima guerra mondiale, mentre l'altro passò alla SAT nel 1921 che lo diede poi alla sezione Cremona del CAI. Nei locali ristrutturati di questo primo rifugio, la vecchia Leipziger Hütte, si trova oggi il "Centro studi Adamello Julius Payer". Il Centro espone materiale sull'ambiente dei ghiacciai e dell'alta montagna. È stato inaugurato nel 1994 dal Comitato glaciologico trentino SAT in collaborazione con il Museo tridentino di scienze naturali e il Parco naturale Adamello-Brenta. Il rifugio inaugurato nel 1959 fu invece costruito grazie ad una sottoscrizione promossa nel 1953 dall'allora sindaco di Trento Nilo Piccoli.[2]

Caratteristiche e informazioni

È un edificio a tre piani che può ospitare 100 persone. È normalmente aperto e custodito dal 20 giugno al 20 settembre e, condizioni permettendo, anche nel periodo primaverile, per lo scialpinismo. Dispone di locale invernale con 6 posti letto.

È base ideale per l'accesso alla vedretta del Mandrone e alle cime che la circondano e per l'accesso alle cime attorno a Conca Presena. La conca del Mandrone ospita il lago omonimo e altri più piccoli.

Nei pressi del rifugio si trovano inoltre una chiesetta e un piccolo cimitero di guerra austriaco.

Accessi

Ascensioni principali

Traversate

Scialpinismo

La grande guerra

All'inizio della prima guerra mondiale il rifugio Mandrone era un'importante base logistica austroungarica. Il 25 agosto 1915 la cresta Corni di Bedole - cima Payer - Corni di Lago Scuro fu occupata dagli italiani; gli austriaci erano attestati sulla linea passo Paradiso - passo Maroccaro - cima Presena - rifugio Mandrone - val Genova. L'anno successivo, con una serie di operazioni - la "battaglia dei ghiacciai" - iniziata il 12 aprile 1916, gli alpini conquistarono la dorsale monte Fumo - Lobbie e la dorsale passo di Cavento - Crozzon di Lares - Crozzon di Folgorida. Il 17 maggio gli italiani scesero fino alla piana di Bedole. Quasi accerchiati, gli austriaci arretrarono le linee abbandonando la conca del Mandrone, che fu occupata dagli alpini il 18 maggio 1916 senza sparare un colpo e rimase in mano italiana fino alla fine della guerra.

Note

  1. ^ Mitteilungen der Sektion Leipzig e. V. des Deutschen Alpenvereins, 2/2007, pagg. 26-27
  2. ^ Società degli Alpinisti Tridentini – Sezione del CAI – Commissione Sentieri: … per sentieri e luoghi. Sui monti del Trentino. 5 Presanella, Adamello, Dolomiti di Brenta. pp. 321–322

Bibliografia

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